All’università avevo un professore che non ti dava mai del cretino immediatamente, quantunque grossa fosse la bestialità che avevi detto. Ti diceva, invece, “se le cose stanno così, fammi i conti, e vediamo che numeri escono fuori”. Ti faceva fare i conti, e alla fine, quando veniva fuori che, in base alle cazzate che avevi detto prima, il gatto di Schrödinger non era nè vivo nè morto ma era una mucca, tu dicevi “sono un cretino” e lui sorrideva serafico e annuiva. Da allora m’è rimasto impresso il concetto che il modo migliore per dare del cretino a qualcuno è con i numeri in mano.
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